New Delhi

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14-15 Novembre 2008: Il battesimo del fuoco a Nuova Delhi – Dal bailamme dell’aeroporto alla cena a casa di Bobby

14 Novembre: In viaggio verso l’ignoto

Il 14 novembre scorre via interamente ad alta quota. Tra scali imprevisti, corse nei terminal e fusi orari che saltano, passiamo la giornata con una sola certezza stampata in testa: tranquilli, nonostante tutto e contro ogni gufata statistica, noi a destinazione ci arriveremo!

15 Novembre: Benvenuti nel frullatore indiano “NAMASTÈ”.

È questa la parola magica che da oggi diventerà la colonna sonora della nostra vita. Ovunque tu vada in India, vieni accolto e accomiatato così: un leggero inchino, le mani giunte all’altezza del petto e un significato profondo: “Benvenuto, mi inchino alla divinità che è in te”.

L’impatto con New Delhi, la gigantesca capitale indiana, è un vero e proprio schiaffo sensoriale. Appena varchiamo la porta d’uscita dell’aeroporto veniamo catapultati in un film: davanti a noi si staglia uno sterminato, infinito parcheggio di biciclette e motorini, una fila interminabile di vecchi taxi neri e gialli in perfetto stile Old England e, soprattutto, un bailamme indescrivibile di gente che grida, corre, spinge e strattona. Veniamo gettati a forza, e senza troppi complimenti, esattamente nell’India caotica che ci eravamo sempre immaginati. Il nostro autista si districa “sicuro” (diciamo così per darci coraggio!) attraverso il traffico totalmente anarchico della metropoli e ci scodella alla Yatri Guest House, la nostra base per la prima notte indiana. Il tempo di posare quel poco che ci è rimasto dopo il disastro dei bagagli, darci una rinfrescata rapida e ci immergiamo immediatamente nella vita pulsante della città.

Inizia un vero e proprio tour de force culturale. Visitiamo in sequenza il maestoso Red Fort (il Forte Rosso) con le sue imponenti mura di arenaria, la spettacolare Tomba di Humayun (che con la sua eleganza sembra quasi un’anticipazione del Taj Mahal), e la grandiosa Jama Masjid, una delle moschee più grandi del mondo, dove il contrasto tra il silenzio interno e il delirio dei bazar circostanti fa girare la testa. Passiamo poi a fotografare il solenne India Gate, il monumento ai caduti simbolo della città moderna, e chiudiamo la sessione spirituale al meraviglioso tempio sikh Gurudwara Bangla Sahib, con le sue cupole d’oro e la grande piscina sacra specchiata.

L’ospitalità indiana e la partenza per il Rajasthan

Questa estenuante e pazzesca giornata si conclude con una sorpresa incredibile, di quelle che capitano solo a chi viaggia con lo spirito di Mollotuttoeparto: riceviamo un inatteso invito a cena direttamente a casa di Bobby, il proprietario dell’agenzia di auto-noleggio (mail un contatto d’oro per chiunque volesse fare un viaggio simile!). Mangiare con lui ci permette di assaggiare i primi veri sapori locali e di fare due chiacchiere fuori dai circuiti turistici. Dopo la notte passata in bianco in aereo e chilometri di camminata, sentiamo davvero il bisogno fisiologico di stenderci sui nostri letti della guest house. Domani si fa sul serio: si caricano i bagagli sulla Toyota di “Faccia da Culo” e si punta la prua verso il mitico Rajasthan. Prima tappa: l’antica città di Mandawa!

Itinerario

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