L’INDIA E’ UN SOGNO … VIVI IL SOGNO INDIANO
INCREDIBLE INDIA Sono queste le due parole che ti inseguono ovunque, stampate su ogni manifesto, catalogo o locandina che pubblicizzi questo angolo di mondo. E il perché, ve lo diciamo subito, è presto detto: non è un semplice slogan pubblicitario, è la pura e semplice verità. Se state pianificando questa avventura, vi diamo subito un consiglio spassionato: visitate il sito ufficiale (incredibleindia.org), si rivelerà una bussola utilissima per iniziare a organizzare il viaggio e non perdersi nel caos burocratico e logistico.
Ma dimenticate le guide per un secondo. Per capire davvero, dovete pensare all’India come a un pianeta a sé stante, un mondo così clamorosamente diverso da tutto il resto che, da solo, può offrirvi qualunque cosa. È una terra talmente antica da custodire millenni di storia, arte e cultura; un luogo così visceralmente permeato di religiosità da fare dei suoi mille Dei e delle cerimonie sacre una presenza costante, quotidiana e totalizzante nella vita di ognuno. In India il passato e il futuro non si escludono, convivono: le industrie iper-tecnologiche camminano a braccetto con i festival millenari, e le fiere di paese si svolgono all’ombra dei satelliti lanciati nello spazio.
Per quanto possiate aver letto, studiato o sentito raccontare dagli amici, l’esperienza di un viaggio in India non si può trasmettere a parole: dovete sbatterci la testa, viverla direttamente e assaporarla con tutti e cinque i sensi. Sentirete lungo le strade la fragranza intensa del legno di sandalo o il profumo dei gelsomini che i venditori vi offriranno con grazia innata; i vostri occhi passeranno dai picchi innevati dell’Himalaya alle infinite spiagge tropicali di Goa, dai canali interni del Kerala fino alle foreste più fitte. La diversità di razze, lingue e paesaggi disegna scenari in continuo mutamento. Nel deserto del Rajasthan vedrete sfilare lenti cammelli carichi di merci, nelle riserve potrete scorgere tigri ed elefanti, e ovunque – immancabili e indolenti – vi imbatterete nelle vacche sacre a bloccare il traffico delle strade. Potrete gustare un autentico tè inglese nei grandi hotel coloniali, rimanere ipnotizzati dalla grazia delle danzatrici o lasciarvi travolgere dalla folla gioiosa di un festival… gli splendori dell’India non hanno fine. Vi sembra esagerato? Fidatevi di noi: non lo è affatto. Preparate gli zaini e aprite la mente, la banda di mollotuttoeparto.com sbarca in India!
Febbraio 2008: La scintilla, il mistero di Alfredo e l’odissea dei bagagli a Nuova Delhi
La macchina organizzativa e il “contributo” di Alfredo La scintilla per questa folle avventura indiana scocca nella testa di Paolo nel febbraio del 2008. Da quel preciso istante, si mette in moto la nostra ormai collaudata e “grande macchina organizzativa”. Come sempre, ognuno riceve un compito ben preciso per la pianificazione del viaggio… a parte Alfredo, il cui reale contributo alla causa ci rimane, a tutt’oggi, un mistero fittissimo! Nelle lunghe notti insonni passate davanti allo schermo del PC, Paolo scova quasi per caso il link creato da un ragazzo indiano che parla un ottimo italiano. È la svolta logistica: tramite lui decidiamo di noleggiare, per la prima parte del nostro itinerario, una magnifica Toyota a 7 posti con autista privato. Lo soprannominiamo immediatamente “Faccia da Culo“… e vi assicuriamo che, sfogliando le prossime pagine di questo diario, capirete molto presto il perché!
Con i visti stampati sui passaporti, i biglietti dei voli internazionali e interni acquistati con largo anticipo, una farmacia intera svaligiata per sicurezza e – soprattutto – una scorta vitale di salami e piadine romagnole imbarcata nei bagagli, diamo il via al nostro viaggio verso Nuova Delhi. Un viaggio che definire “turbolento” è un eufemismo.
L’odissea dei cieli e il miracolo del bagaglio di Alfredo Causa maltempo, infatti, i nostri piani saltano in aria immediatamente. Addio alla comoda tratta Bologna-Francoforte-Nuova Delhi: la compagnia ci regala una deviazione (ovviamente non richiesta) che ci costringe a fare Bologna-Francoforte-Londra-Nuova Delhi, con annessi 1500 metri piani corsi a tempo di record mondiale e polmoni sputati all’interno dei terminal di Heathrow per non perdere la coincidenza.
Quando finalmente atterriamo a Nuova Delhi, con ben 12 ore di ritardo sulla tabella di marcia originale, la sfortuna decide di presentarci il conto: potevamo forse farci mancare l’esperienza mistica del Lost & Found aeroportuale? Ovviamente no. Al rullo dei bagagli scopriamo che una sola valigia è arrivata puntuale a destinazione. E indovinate un po’ di chi era? Esatto, di Alfredo! La statistica è tratta. Dopo aver sbrigato le estenuanti, lunghissime e burocratiche pratiche per la denuncia di smarrimento delle nostre valigie, varchiamo finalmente la porta d’uscita dell’aeroporto. Lì, immobile in mezzo al caos indiano, ci aspetta il nostro autista con l’immancabile cartello con su scritto “Paolo Venturini”. Ci siamo ragazzi, l’impatto è violento, l’aria è densa: benvenuti a Nuova Delhi!
VIAGGIATORI: Alfredo, Davide, Fabio, Paolo.
Dare consigli per un viaggio di 3 settimane in India non è facile!
SCELTE E GUIDE: occorre innanzitutto fare delle scelte sui luoghi da visitare, perché per vedere l’India intera non basterebbe un anno; abbiamo optato per il fascino del Rajasthan, le imperdibili Khajuraho, Agra e Varanasi per finire con una puntatina sull’Oceano Indiano, a Goa. Dunque, prima di tutto, bisogna partire informati: il nostro diario (che modesti!), ricerche in internet, cataloghi di tour-operator e senz’altro qualche buona guida, noi abbiamo utilizzato Lonely Planet, che è la Bibbia di ogni viaggiatore, e la Routard, con ottime descrizioni dei luoghi da visitare e indicazioni un po’ spartane per B&B e ristoranti, e Mondadori, con bellissime foto e disegni dei luoghi più interessanti da vedere.
TRASPORTI: abbiamo provveduto a prenotare i voli intercontinentali in agenzia (continuiamo ad essere più tranquilli così) e quelli interni sul web e ci siamo preoccupati di avere a disposizione, per l’itinerario in Rhajasthan, un’auto con autista (800 euro i 13 giorni da dividere fra noi 4) e, per quello che abbiamo visto sulle strade indiane, abbiamo fatto benissimo! La maniera di guidare degli indiani è follia pura!!!
SALUTE: consigliamo anche una buona scorta di medicinali, perché, se vi capita qualche inconveniente, le cose potrebbero farsi complicate! Un mese prima della partenza, abbiamo effettuato alcune vaccinazioni: epatite A, colera e febbre del viaggiatore. Durante il viaggio abbiamo cercato di osservare le precauzioni minime per l’igiene degli alimenti, dunque evitare cibi crudi, bevande non imbottigliate, ghiaccio ecc. le solite cose per chi viaggia, quindi ammazzatevi di birra e pollo tandori bello piccante!
LETTURE: ognuno di noi ha il proprio bagaglio culturale e le pubblicazioni riguardanti l’India sono davvero infinite. Un classico è Siddharta di Hermann Hesse, i libri di Tiziano Terzani sull’Asia o i più recenti di Federico Rampini (L’Impero di Cindia, La Speranza Indiana, Slow Economy), Il Dio delle Piccole Cose di Arundhati Roy, i testi dei premi Nobel Vandana Shiva e Amartya Sen, ecc.





