17 Novembre 2008: Il tempio dei topi sacri a Deshnok, il Forte di Junagarh e la “svolta” piadina a Bikaner
Deshnok: Piedi scalzi e 20.000 topi sacri
Il 17 novembre ci rimettiamo in marcia con la Toyota di “Faccia da Culo”, ma la prima tappa del giorno non è per i deboli di cuore. Lungo la strada per Bikaner ci fermiamo a Deshnok, una cittadina che deve la sua fama mondiale a un luogo unico al mondo: il tempio di Karni Mata. Questo santuario, antico di oltre 600 anni, è dedicato alla dea Karni Mata (venerata storicamente dalla famiglia reale e da tutta la popolazione di Bikaner), ma ha una particolarità sconvolgente: qui vengono adorati e protetti i topi. Ce ne sono circa 20.000 che girano liberi ovunque. Vi diamo la nostra opinione spassionata: varcare la soglia rigorosamente scalzi (come impone la religione) e vedersi sfrecciare questi piccoli roditori indaffarati tra le dita dei piedi è uno shock culturale pazzesco! I fedeli portano loro latte e dolci, e se avvistate uno dei rarissimi topi bianchi, si dice porti una fortuna sfacciata. Noi, nel dubbio, camminiamo con passo felpato e gli occhi sgranati!
Bikaner: La città delle carovane e il Forte di Junagarh
Sopravvissuti indenni al tempio, rimettiamo le scarpe e arriviamo a Bikaner, uno storico e importantissimo snodo commerciale cresciuto nel cuore del deserto grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte carovaniere che un tempo collegavano l’India all’Asia centrale. Facciamo il check-in all’Hotel Harasar-haveli (un’altra bellissima struttura tradizionale) e ci dirigiamo subito a visitare il pezzo forte della città: il monumentale Forte di Junagarh. A differenza di quasi tutte le altre fortezze del Rajasthan, questa non è costruita in cima a una collina, ma sorge in pianura; l’impatto visivo delle sue mura di arenaria rossa è formidabile e l’interno è un labirinto di palazzi sontuosi, cortili decorati e templi finemente intagliati che lasciano senza fiato.
Il trionfo della Romagna nel deserto indiano
Dopo aver girato tra i vivaci e coloratissimi mercati della città vecchia, torna a farsi sentire la stanchezza, unita a quel leggero brivido di nostalgia per i sapori di casa. Ed è qui che mettiamo a segno il colpo da maestri. Saliamo sul terrazzo panoramico del nostro hotel e, mentre sotto di noi Bikaner si accende con i suoi rumori e le luci della sera, facciamo scattare l’ora della felicità: tiriamo fuori il tagliere, affiliamo i coltelli e diamo il via al taglio ufficiale del salame nostrano accompagnato dalla piadina romagnola! Guardare il deserto indiano masticando un pezzo di Romagna è un’esperienza mistica che non ha prezzo. Il contrabbando di cibo ci sta letteralmente salvando il morale. Domani si riparte, destinazione Jaisalmer!































































































































































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