30 Novembre – 2 Dicembre 2008: Il misticismo di Varanasi, la cura “Tachipirina e Birra” e l’ultimo salame in aeroporto
30 Novembre: L’arrivo a Benares e la terapia d’urto romagnola
Il 30 novembre atterriamo a Varanasi, conosciuta anche come Benares. Adagiata lungo le sponde del sacro fiume Gange, questa città si erge come un antico e monumentale baluardo di spiritualità e devozione, con radici profonde che risalgono a oltre 3.500 anni fa. Nella mitologia indù riveste un’importanza totale: si crede infatti che questo sia il luogo esatto in cui è stato creato il nostro intero universo. A Varanasi ogni vista, ogni suono e ogni sensazione si fondono per scagliarti dentro un viaggio indimenticabile. Le campane dei templi echeggiano nei vicoli stretti come labirinti, mescolandosi ai rumori frenetici della vita quotidiana; i canti senza tempo dei sacerdoti che celebrano i rituali giungono alle orecchie come un incantesimo, mentre i sari di seta svolazzano nei mercati e il profumo dell’incenso si fonde con l’aroma del cibo di strada. Immancabile una passeggiata lungo i ghat, dove scorre il sacro Gange, uno spettacolo vario vi stupirà.
Ma l’India non fa sconti. Appena arrivati, uno dei nostri compagni di viaggio paga il conto delle levatacce di Khajuraho e del freddo polare patito sulla jeep a Panna a caccia delle tigri fantasma: termometro alla mano, ha la febbre a 39 fisso! Davanti a noi si aprono due strade: tentare la sorte in un ospedale locale o applicare la nostra medicina d’urgenza. Ovviamente, da bravi romagnoli, scegliamo la seconda opzione: doppia Tachipirina calata giù con una bella birra fresca! E sapete che c’è? La terapia d’urto funziona alla grande e il malato si rimette in piedi!
1 Dicembre: Lo spettacolo della vita e della morte sui Ghat
Il giorno successivo, l’1 dicembre, lo passiamo interamente a piedi esplorando gli innumerevoli ghat, le storiche scalinate di pietra che scendono fin dentro le acque del Gange. Vi diamo la nostra onestissima opinione spassionata: camminare qui è un’esperienza che ti cambia dentro. Davanti ai nostri occhi si snoda lo spettacolo totale dell’esistenza umana: in pochi metri si passa dai pellegrini che si immergono per le abluzioni purificatrici e i battesimi, alle donne che lavano e stendono al sole i loro sari coloratissimi, fino ad arrivare ai ghat delle cremazioni (come il celebre Manikarnika Ghat), dove i corpi vengono bruciati sulle pire funerarie per liberare l’anima dal ciclo delle reincarnazioni. È un dritto in faccia emotivo, uno spettacolo potente e indescrivibile da non perdere assolutamente nella vita.
2 Dicembre: Addio al Nord, coltello alla mano!
Il 2 dicembre è la giornata del grande trasferimento. Salutiamo il misticismo del nord per volare verso le spiagge del sud, a Goa. Arrivati in aeroporto, la fame e la nostalgia di casa colpiscono duro. Decidiamo che è il momento del gran finale: tiriamo fuori il coltello dallo zaino e, seduti sulle poltroncine del terminal, sbranchiamo ufficialmente l’ultimo salame nostrano e l’ultimo pacco di piadina romagnola. La scorta è finita, ma ci ha traghettato fin qui. Goa, stiamo arrivando!


























































































































Lascia un commento