Playa del Carmen e Parco Marino di Xcaret

28 Ottobre – 1 Novembre 2004: Il grande scarico a Playa e il verdetto su Xcaret

28-29 Ottobre: Manteniamo la promessa: mare totale!

Manteniamo fede al patto siglato dopo la maratona di Uxmal: per due giorni interi bandiamo pullman, sveglie all’alba e scarpe da ginnastica. Ci dedichiamo a un relax totale e assoluto sulla spiaggia di Playa del Carmen. Le nostre uniche attività consistono nel goderci il sole caraibico, fare lunghi bagni rigeneranti nell’acqua turchese e goderci le serate pigre lungo la Quinta Avenida. Ci voleva proprio!

30 Ottobre: Il verdetto su Xcaret e gli ultimi scampoli di Caraibi

Il 30 ottobre decidiamo di spezzare la routine balneare e dedichiamo mezza giornata alla visita del celebre parco eco-archeologico Xcaret, situato ad appena 7 chilometri da Playa del Carmen. Come vi abbiamo promesso all’inizio di questo diario, vi diamo la nostra opinione senza filtri: per noi è un posto senza infamia e senza lode. È una struttura molto turistica, un po’ finta e commerciale; se andate nello Yucatán con lo spirito d’avventura che piace a noi, potreste trovarlo un po’ artificioso. Insomma, valutate voi se inserirlo nell’itinerario o meno, per noi non è imperdibile.

Gli ultimi due giorni del viaggio volano via veloci, trascorsi ancora una volta in spiaggia a goderci il sole, il mare e gli ultimi margarita, prima di preparare i bagagli e salire sul volo che ci riporterà in Italia. Salutiamo la terra dei Maya con la consapevolezza di aver vissuto un viaggio fai-da-te straordinario, autentico e indimenticabile. ¡Adiós Messico!

01/11/2004:

Bagagli pronti e decollo

Il 1 novembre è il giorno dei saluti. Prepariamo le valigie, controlliamo di non aver dimenticato qualche souvenir Maya o qualche bottiglia di tequila nello zaino e ci dirigiamo verso l’aeroporto per prendere il volo che ci riporterà a casa, in Italia.

Mentre l’aereo si alza in volo e la costa di Playa del Carmen si trasforma in una sottile striscia bianca abbracciata dal turchese dei Caraibi, cala quel classico silenzio pieno di ricordi che unisce la nostra banda alla fine di ogni grande spedizione. Questo viaggio in Messico, nato all’improvviso durante una serata qualunque, si è rivelato un’avventura straordinaria, intensa e maledettamente autentica.

Torniamo a casa stanchi, con la pelle dorata dal sole caraibico e gli occhi pieni di contrasti indimenticabili. Ci porteremo dentro la movida colorata della Quinta Avenida, la solitudine mistica e primordiale di Cobá nella giungla, la maestosità della piramide di Chichén Itzá vissuta in totale silenzio prima dell’invasione dei pullman turistici e l’eleganza senza tempo di Uxmal. Ci ricorderemo dei bagni rigeneranti nella meravigliosa Caleta Tankah e dello stupore quasi infantile provato scendendo le scale di roccia nel cuore del Cenote Dzitnup, un paradiso sotterraneo che da solo valeva l’intero biglietto aereo. E, perché no, ricorderemo con un sorriso anche la nostra severissima “terapia di reidratazione” sugli sgabelli del chiosco dell’hotel e le nostre cene coloniali a Valladolid.

Abbiamo viaggiato alla vecchia maniera, saltando sui pullman e sui pulmini locali messicani, scoprendo lo Yucatán profondo e provando tutto sulla nostra pelle, senza filtri e senza copioni già scritti. Abbiamo vissuto la terra dei Maya esattamente come piace a noi.

Svuotiamo gli zaini e iniziamo a sistemare le foto, sapendo che la malinconia del rientro durerà pochissimo. La nostra bussola non sta mai ferma a lungo, e mentre salutiamo questa terra fantastica, la mente sta già implicitamente pensando alla prossima meta.

Gracias por todo, Yucatán. HOLA MEXICO! Questo non è un addio, ma solo un arrivederci.

Itinerario

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