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KRAKOW

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Auschwitz e Birkenau – Il Silenzio della Storia

Nonostante la distanza (60 km), la scelta del taxi si è rivelata ancora una volta la migliore, se a prima impressione può sembrare non vantaggioso dal punto di vista economico ma si valuta attentamente la differenza tra costi, tempistiche e comodità, non abbiamo affatto sbagliato. Con Matvej e il passeggino, eliminare l’incertezza dei mezzi pubblici ci ha permesso di conservare le energie mentali necessarie per affrontare la visita. Arrivare prima dell’apertura a Oświęcim ci ha regalato quei momenti di silenzio necessari per approcciarsi a un luogo simile senza la distrazione della folla.

Auschwitz I: “Arbeit Macht Frei”

Una volta arrivati a Oświęcim (il nome della cittadina in polacco) meglio conosciuta con il suo nome tedesco Auschwitz, visitiamo il Campo di Concentramento di Auschwitz. Varcare quel cancello è un colpo allo stomaco. La scritta diabolica Arbeit Macht Frei (il lavoro rende liberi), i blocchi in mattoni, le testimonianze racchiuse nelle teche… è un percorso che richiede tempo e molta serenità interiore per essere elaborato. Non servono molte parole, basta il ricordo di quel silenzio irreale. Non ci dilunghiamo in spiegazioni che troverete in qualsiasi guida o meglio ancora con l’audio guida da prendere, vi rimandiamo al link.

Birkenau: l’immensità del vuoto

Spostandoci al Campo di Concentramento di Birkenau, dove ci dirigiamo sempre con il nostro taxi, l’impatto cambia: qui è l’immensità del campo a togliere il fiato. Tra le altre cose, sono molto suggestivi:

La “Porta della Morte”: vedere l’ingresso dei treni e il binario che si ferma nel nulla è un’immagine che rimane impressa nella retina. Questa è la porta d’ingresso da cui entrava il treno che deportava gli ebrei e il binario dove si fermava. E’ stata una giornata come dicevamo abbastanza tosta dal punto di vista emotivo ed ancora oggi è incomprensibile dove può arrivare l’odio dell’uomo. Camminare qui con il proprio bimbo nel passeggino rende ancora più incomprensibile l’odio che ha generato questo luogo, ma allo stesso tempo riafferma il valore della vita e della memoria.

Il ritorno alla vita: Rynek Główny

Rientrare a Cracovia e rifugiarsi nelle luci e nel calore della Rynek Główny è stato il modo necessario per decomprimere. Sedersi in un locale della piazza principale, guardare il viavai della gente e la bellezza della città illuminata aiuta a ritornare al presente, portando però con sé una consapevolezza nuova.

Itinerario

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