- Periodo del viaggio: 16/09/1995 – 22/09/1995
- Partecipanti: Davide e Monica.
- Viaggio in: Aereo Tunisair
- Guida: lonely planet, la Bibbia dei viaggiatori.
- Siti internet utili: discovertunisia.com
THE HISTORY: abbiamo deciso di regalarci una vacanza al mare e, convinti dai racconti di alcuni amici, abbiamo scelto Djerba. Fatte le valigie, siamo partiti per la nostra prima volta in Tunisia.
Una volta arrivati a Djerba, dedichiamo i primi due giorni al relax totale presso il bellissimo Royal Garden Palace Hotel, situato sulla Plage de Sidi Mahrez (che, a essere onesti, ci ha deluso parecchio).
Il terzo giorno decidiamo di affidarci a un’agenzia locale per un’escursione di due giorni. Il programma “sulla carta” sembrava idilliaco:
Gabès, l’unica oasi sul litorale del Mediterraneo, ha un enorme palmeto e la sua città vecchia si distingue per la sua atmosfera genuina. Gabès è la porta di ingresso verso il Sahara, si può fare un giro in carrozza nell’oasi di Gabès, con migliaia di palme e percorrere le strade tortuose e i passaggi coperti del quartiere del Vieux Menzel. Al mercato colorato di Jara, si possono ammirare le numerose spezie e la polvere di henna, pianta colorante e medicinale coltivata nell’oasi.
Matmata, incastonato tra le aspre montagne della Tunisia meridionale nel governatorato di Gabès, si distingue per la sua architettura trogloditica. Questo antico insediamento, arroccato a 600 metri sopra il livello del mare, mostra un adattamento unico al rigido clima desertico. Scavate nel fianco della montagna, queste case sotterranee sono progettate per rimanere fresche durante l’estate torrida e relativamente calde in inverno, grazie alla loro ingegnosa costruzione attorno a un cortile centrale.
Perché ho detto “sulla carta”? Perché, essendoci rifiutati di far incassare alla guida le classiche provvigioni extra a spese nostre, quest’ultimo ha pensato bene di lasciare a piedi noi e un’altra coppia proprio a Gabès. Risultato? Abbiamo dovuto rincorrere il pullman in taxi fino a Matmata, dove al nostro arrivo è scoppiata una discussione che definire “accesa” è un eufemismo.
A coronare questa fantastica esperienza ci ha pensato l’hotel del pernottamento: nel letto abbiamo trovato la “Sacra Sindone“. No, non l’originale, ma l’impronta perfetta dei precedenti occupanti impressa indelebilmente sulle lenzuola!
Dopo questa parentesi indimenticabile, abbiamo deciso di rintanarci nel nostro hotel per gli ultimi due giorni, sognando già la prossima meta. Che dire? La Tunisia non ci ha conquistati e non ci sentiamo di consigliarla, ma si sa: i gusti sono gusti e forse siamo stati noi a non entrare in sintonia con il posto.
NB: siamo nel 1995 abbiate pazienza della qualità delle foto scansionate!!!


















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