26 Ottobre 2004: La solitudine di Chichén Itzá, i segreti del Serpente Piumato e la “Città Bianca”
La tattica perfetta: noi e le piramidi
Oggi scatta il piano strategico: partiamo prestissimo da Valladolid per essere davanti ai cancelli di Chichén Itzá nell’esatto momento dell’apertura. Sappiamo bene che più tardi il sito verrà preso d’assalto da orde oceaniche di turisti, e la nostra puntualità viene premiata in modo clamoroso: al nostro arrivo ci siamo solo noi e un’altra coppia. Poter camminare all’ombra delle piramidi in un silenzio quasi sacro, scattando foto da cartolina senza la ressa davanti, è un privilegio indescrivibile. La conferma che abbiamo fatto la mossa giusta arriva quando usciamo dal sito: una sfilata infinita di giganteschi pullman turistici sta invadendo i parcheggi. Noi abbiamo già vinto!
Al cospetto di una Meraviglia del Mondo
Chichén Itzá è una maestosa testimonianza della grandezza della civiltà Maya, e la sua celebre Piramide di Kukulcán (chiamata anche El Castillo) è stata meritatamente inserita tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo, al pari di monumenti del calibro del Taj Mahal o di Machu Picchu. Questa struttura monumentale è alta 30 metri e conta esattamente 365 gradini (uno per ogni giorno del calendario Maya) che conducono al tempio sulla cima.
I Maya erano geni assoluti della matematica e dell’astronomia, e qui hanno creato un fenomeno visivo pazzesco che si ripete solo due volte l’anno: durante gli equinozi di primavera e d’autunno, il gioco di ombre proiettato dal sole sulle scalinate disegna il corpo di un gigantesco serpente che sembra strisciare verso la terra. Questo rettile, onnipresente nelle decorazioni del sito, rappresenta il “Serpente Piumato” (Kukulcán), il leggendario sovrano che governò l’impero all’inizio dello scorso millennio e che fu poi divinizzato. Ci rendiamo conto che per assorbire tutta l’energia e la bellezza di Chichén Itzá bisognerebbe dedicarle un’intera giornata. Oltre al Castillo, rimaniamo affascinati dall’osservatorio astronomico chiamato El Caracol, dal monumentale Tempio dei Guerrieri e dall’immenso e inquietante campo del Gioco della Pelota.
Verso Mérida: la capitale dello Yucatán
Finita la visita, risaliamo sul pullman locale e puntiamo la bussola verso Mérida, la capitale dello stato dello Yucatán. e una delle città più grandi e importanti del Messico. Conosciuta come la “Città Bianca“, Mérida ci accoglie con il suo immenso centro storico (secondo per estensione solo a quello di Città del Messico). Facciamo un bel giro a piedi, ammirando la maestosa Catedral de San Ildefonso, una delle più antiche delle Americhe, e il moderno Centro Cultural Olimpo. Per la notte facciamo il check-in all’Hotel San José. Vi diamo la nostra opinione spassionata senza filtri: la struttura è decisamente modesta ed è “buona solo per la posizione”, ma per una notte di passaggio nello Yucatán profondo va più che bene. Domani il tour continua!


















































































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