Dalla mano del Santo alla fortuna nel gioco
Iniziamo il nostro tour baciati da una bella giornata di sole, ma il freddo resta pungente e la neve dei giorni scorsi copre ancora la città.
Basilica di Santo Stefano situata nel cuore di Budapest, è una delle chiese più importanti del Paese. Inizialmente l’edificio doveva essere intitolato a San Leopoldo, patrono d’Austria, ma all’ultimo momento i piani cambiarono e la chiesa fu dedicata a Stefano, il primo re d’Ungheria. All’interno si trova una reliquia molto speciale: la sua presunta mano destra. È una tappa imperdibile. A un certo punto, Teto richiama la nostra attenzione: «Sembra che la mano di Santo Stefano abbia mosso un dito!». Suggestione collettiva o segno del destino?
Ponte delle Catene è il simbolo indiscusso di Budapest e collega il cuore di Pest alla scalinata per il Castello di Buda. Inaugurato nel 1849, fu il primo ponte permanente sul Danubio in Ungheria. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 18 gennaio 1945, i tedeschi in ritirata lo fecero saltare in aria: rimasero in piedi solo le torri. Fortunatamente fu ricostruito in tempi record e riaprì già nel 1949. Il consiglio è di visitarlo sia di giorno che di sera: le sensazioni sono diverse, ma entrambe bellissime.
Facciamo una breve sosta per un caffè; oggi ne prevediamo diverse, perché soffia un vento gelido che non dà tregua.
Castello di Buda attraversato il Ponte delle Catene, prendiamo la storica funicolare (Buda Castle Funicular) proprio di fronte a noi per salire sulla collina Várhegy. Non sto a elencarvi tutto ciò che c’è da vedere (vi rimando al sito ufficiale), vi dico solo che il Castello domina la città dall’alto e regala vedute spettacolari. Noi gli abbiamo dedicato quasi mezza giornata, perdendoci tra le sue bellezze.
Visto il freddo e l’orario, rientriamo in hotel per una doccia calda: oggi è proprio necessaria!
Una serata fortunata
Oggi è il mio compleanno, quindi decidiamo di festeggiare in modo diverso: andiamo al Casinò! Vi ricordate la suggestione di stamattina alla Basilica, quando sembrava che il Santo avesse mosso un dito? Teto (che di nome fa proprio Stefano) ha interpretato quel segno a modo suo: «Vai e gioca!». E così ha fatto.
Incredibile ma vero: ha vinto! Quale modo migliore per festeggiare? Subito dopo siamo andati a bere qualcosa e, ovviamente, ha offerto lui!









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