Barcellona

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27/12/1996 L’avventura comincia

Il nostro viaggio inizia dal binario della stazione di Rimini. La prima tappa è Milano, dove ad attenderci c’è Daniele: ormai è una tradizione consolidata averlo come compagno di avventure per l’ultimo dell’anno.

A Milano ci aspetta il fascino d’altri tempi del treno con le cuccette. Ci attende una lunga traversata notturna verso il confine franco-spagnolo, cullati dal rullio delle rotaie. Il cambio previsto all’alba alla frontiera aggiunge quel pizzico di sapore “vecchia Europa” a un viaggio che durerà, in totale, circa 20 ore. Ma la stanchezza non ci spaventa: la meta vale ogni minuto di attesa. Il viaggio procede liscio, tra chiacchiere e l’emozione della partenza.

28/12/1996 L’abbraccio di Barcellona

Arriviamo a Barcellona intorno alle 8:00 del mattino. La città si sta appena svegliando quando, con la metropolitana, raggiungiamo l’Hotel Reding. La posizione è perfetta: siamo a due passi dalla Rambla, il cuore pulsante della città. Una colazione veloce per ricaricare le pile e siamo pronti: non vogliamo perdere nemmeno un minuto.

La nostra immersione catalana inizia da Plaça d’Espanya. È uno spazio immenso e maestoso, costruito per l’Esposizione del 1929. L’ingresso è quasi solenne, sorvegliato dalle due grandi torri che richiamano il campanile di San Marco a Venezia. Al centro, la fontana monumentale ci accoglie con le sue allegorie classiche, facendoci sentire minuscoli in quel perimetro di 34.000 metri quadrati.

Saliamo poi verso il Palau Nacional de Montjuïc, un edificio che toglie il fiato per la sua imponenza. Ospita il Museo d’Arte della Catalogna e, al suo interno, custodisce tesori che spaziano dal romanico al modernismo (si parla di oltre 250.000 opere!). Ma è voltandosi indietro, verso la piazza, che si riceve il regalo più bello: una vista magnifica che abbraccia tutta la città.

La nostra ascesa continua verso la cima del collina del Montjuïc, dove si respira ancora l’aria delle Olimpiadi del ’92. Visitiamo l’Anello Olimpico con lo Stadio Olimpico Lluís Companys e il futuristico Palau Sant Jordi. A svettare su tutto è però la Torre de Comunicacions: con il suo profilo bianco e sinuoso, sembra davvero un atleta che solleva la torcia olimpica. È incredibile scoprire che la sua guglia funge anche da gigantesca meridiana, proiettando l’ora sulla piazza sottostante.

Raggiungiamo infine il Castell de Montjuïc, l’antica fortezza che dal 1640 domina la città dall’alto. Camminando tra le sue mura si percepisce il peso della storia e delle battaglie combattute dai ribelli catalani. La struttura che vediamo oggi, tuttavia, è quella settecentesca, più armoniosa ma pur sempre austera.

Per la discesa scegliamo una tappa speciale: il Poble Espanyol. È un museo a cielo aperto che definirei entusiasmante: passeggiare tra i suoi 117 edifici è come fare un giro rapido in tutta la Spagna, tra artigianato, architetture diverse e profumi invitanti. Un concentrato di cultura spagnola davvero suggestivo.

Dopo una breve sosta in hotel per rinfrescarci, la fame si fa sentire. Puntiamo diretti al Txapela, un locale bellissimo dove ci godiamo una squisita paella de marisco. Con la pancia piena e il cuore colmo di immagini, concludiamo la serata con una passeggiata sulla Rambla, osservando la vita che scorre. Poi, finalmente, tutti a nanna: il primo giorno a Barcellona è stato indimenticabile!

Itinerario

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