Barcellona

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Tra cupole orientali e il giardino di Gaudí

Questa mattina Barcellona ci accoglie con un sole splendido. La luce è così nitida che mette subito il buon umore, l’ideale per le lunghe camminate che ci aspettano. Ci incamminiamo con passo spedito verso la nostra prima tappa:

La Monumental: si tratta dell’antica arena per la corrida nel quartiere di Fort Pienc, un edificio che cattura lo sguardo per il suo stile neo-mudéjar. I mattoni rossi si mescolano a elementi moreschi e bizantini, mentre la facciata è un mosaico di piastrelle di ceramica colorata che formano eleganti motivi geometrici. È una struttura di una bellezza architettonica indiscutibile, uno spettacolo per gli occhi, nonostante io sia profondamente contrario all’uso sanguinario per cui era stata originariamente concepita.

Riprendiamo il cammino verso la Torre Andreu, meglio conosciuta dai barcellonesi come “La Rotonda“. Situata nel quartiere Sarrià-Sant Gervasi, all’angolo con l’elegante Avenida del Tibidabo, è un gioiello modernista completato nel 1918. Ammiriamo la sua celebre cupola a forma di pagoda, arricchita da mosaici minuziosi; è affascinante pensare che alla sua struttura abbiano lavorato menti del calibro di Adolf Ruiz i Casamitjana e, successivamente, Enric Sagnier.

Dopo una meritata sosta per il pranzo lungo la strada, ci dirigiamo verso la collina del Carmel. Per fortuna, le escaleras mecánicas (le scale mobili cittadine) ci risparmiano la fatica della salita, permettendoci di arrivare con ancora un po’ di fiato al Parco Güell.

Definire il Parco Güell una semplice attrazione sarebbe riduttivo: è una delle opere più iconiche e visionarie di Gaudí. Nato dal sogno dell’imprenditore Eusebi Güell di creare una “città-giardino” d’élite all’inizio del Novecento, il parco è oggi un luogo dove l’architettura sembra germogliare direttamente dalla terra. Pietre che diventano alberi, portici che sembrano grotte e quella celebre terrazza sinuosa decorata con il trencadís (il mosaico di ceramica spezzata).

Dalla cima del parco, la vista è semplicemente pazzesca: lo sguardo corre oltre i tetti della città, individua le guglie della Sagrada Família e si perde nell’azzurro del Mediterraneo. Ci perdiamo per mezza giornata tra i sentieri del parco: è tempo speso benissimo e quasi ci dispiace non avere un altro paio d’ore per visitare anche la Casa-Museo Gaudí. Ma Barcellona ha ancora tanto da offrire e il sole sta iniziando lentamente a scendere.

Itinerario

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