21 Novembre 2010: L’invasione dei cervi a Nara, il Buddha Gigante e lo sbarco low-cost a Osaka
Sveglia all’alba e destinazione Nara
Il 21 novembre la sveglia suona di nuovo prestissimo. Stringiamo i denti e saltiamo sul treno: la nostra meta di oggi è Nara. La nostra fidata “Bibbia” (la Lonely Planet) parla chiaro: questo è uno dei luoghi storici e spirituali più importanti di tutto il Giappone, tanto che ben otto dei suoi siti sono protetti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Le dimensioni della cittadina sono ridotte, il che ci permette di girarla splendidamente a piedi in poche ore, seguendo l’itinerario consigliato dalla guida.
Tra pagode medievali e messaggeri degli Dei
Iniziamo il nostro tour dal complesso del Kòfuku-Ji temple, dove rimaniamo ammirati davanti a due splendide pagode: una a tre piani e una a cinque piani, risalenti rispettivamente al 1143 e al 1426. Da qui ci allunghiamo verso il celebre Nara-Koen. Vi diamo la nostra opinione spassionata: questo parco è un posto fuori dal mondo. Al suo interno vivono e passeggiano in totale libertà in mezzo ai turisti circa un migliaio di cervi. Anticamente erano venerati come sacri messaggeri degli Dei, mentre oggi sono protetti come tesoro nazionale. Sono letteralmente ovunque, mansueti ma decisamente affamati (specie se avete in mano i biscotti appositi da dargli!).
I cervi ci scortano fino all’ingresso del Tòdai-Ji, la principale attrattiva di Nara nonché l’edificio in legno più grande del pianeta. Visto da fuori fa venire i brividi, ma è quando si varca la soglia che si rimane davvero senza parole: al suo interno si staglia il Daibutsu, un’enorme e monumentale statua in bronzo del Buddha alta ben 15 metri. Impressionante. Continuiamo la camminata nel bosco ed entriamo nel santuario scintoista Kasuga Taisha, famoso in tutto il mondo per le sue suggestive vie fiancheggiate da migliaia di lanterne di pietra, oltre alle centinaia di lanterne di bronzo appese all’interno degli edifici. Sarebbe stato un sogno partecipare al Mantōrō, la festa in cui vengono tutte accese contemporaneamente, ma purtroppo ha luogo solo a inizio febbraio. Pazienza, l’atmosfera è mistica anche così.
Sosta golosa a Naramachi e il colpaccio a Osaka
Prima di prendere il treno, ci concediamo una meritata sosta nel caratteristico quartiere antico di Naramachi: ci infiliamo nell’ottimo e accogliente cafe Cherry’s Soon per ricaricare le batterie a suon di caffè e una spettacolare torta al cioccolato.
Alle 17:18 precise spacchiamo il minuto e saliamo sul treno per Osaka. Qui mettiamo a segno il colpaccio economico più assurdo di tutto il viaggio: facciamo il check-in all’Hotel Raizan South, dove paghiamo appena 2.200 Yen a notte per una camera (sia la singola che la doppia!). Una tariffa ridicola, con tanto di bagno in comune ma pulitissimo ed efficiente. Per le due notti che passeremo in questa vibrante metropoli è la soluzione definitiva per qualità e prezzo. Benvenuti a Osaka!


























































































































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