15 – 16 Novembre 2010: Il brivido notturno a Nikko e la magia dei templi UNESCO
L’arrivo da brivido: taxi, bigodini e filosofia di bordo
Il nostro sbarco a Nikko, in tarda serata, si trasforma subito in un’avventura memorabile. Appena scesi dal treno scopriamo che a quell’ora non esiste nessun mezzo pubblico economico per raggiungere il nostro alloggio, il Nikko-Suginamiki Youth Hostel. Non ci resta che ingoiare il rospo e sborsare circa 70,00 € per un taxi.
Ma il vero capolavoro ci aspetta alla reception: dopo vari e disperati tentativi di chiamare qualcuno, si presenta ad accoglierci una anziana donna visibilmente assonnata, in camicia da notte, con i bigodini in testa e che, ovviamente, non spiaccica una sola parola di inglese. Senza troppi complimenti ci assegna un autentico tugurio di stanza, riscaldato da una stufetta a gas dall’aria decisamente pericolosa, con tanto di bagno in comune dall’acqua gelida. Qualsiasi turista normale avrebbe pianto; noi, ripensando a quello che abbiamo vissuto nei viaggi passati, la consideriamo una reggia! Con un’enorme risata liberatoria e tanta filosofia, tiriamo fuori i nostri fidi sacchi-lenzuolo e ci infiliamo a letto pronti ad affrontare una nottata a dir poco gelida.
16 Novembre: L’incanto di Nikko e il nostro consiglio spassionato
Al mattino, il freddo della notte viene ampiamente ripagato. Questo piccolo paesino collinare è uno scrigno di spiritualità, famoso nel mondo per lo straordinario complesso di santuari splendidamente decorati e dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Muoversi qui è semplicissimo: lasciamo i nostri pesanti bagagli in deposito presso la biglietteria della stazione e imbocchiamo la strada in salita sulla destra. La prima meraviglia che incontriamo è l’incantevole Shinkyo, il celebre e fotografatissimo ponte rosso che sembra uscito da un dipinto. Attraversata la strada, inizia il sentiero pedonale immerso nel bosco che conduce direttamente all’area sacra. Acquistiamo il biglietto cumulativo (circa 1.000 Yen) e iniziamo l’esplorazione dal Rinnò-Ji, celebre per ospitare le tre più grandi e impressionanti statue di Buddha in legno dorato. Da lì passiamo al Toshogu, un maestoso tempio scintoista a più piani, tripudio di intagli dorati, colori e dettagli architettonici pazzeschi. Completiamo il giro visitando il suggestivo Futarasan-Jinja, il Taiyuin e infine il mistico e affascinante Abisso di Kanmangafuchi, una gola fluviale costeggiata da una fila di statue di pietra Jizō che indossano cappellini e bavaglini rossi.
La nostra sentenza per i lettori di Mollotuttoeparto: Visto come è andata a noi, vi diamo una dritta spassionata basata sulla nostra esperienza diretta: visitate Nikko partendo la mattina presto da Tokyo in treno e rientrate nella capitale la sera stessa! Non fermatevi a dormire a meno che non siate dei fanatici del trekking e non abbiate intenzione di esplorare i sentieri naturalistici più profondi dei dintorni. Eviterete taxi astronomici e risvegli polari! Nel tardo pomeriggio recuperiamo gli zaini e saltiamo sul prossimo treno. La rotta continua!

























































































































































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