Tokyo

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13-15 Novembre 2010: Benvenuti nella giungla di Tokyo – Tra templi, cosplayer e tattiche di sopravvivenza economica

13 Novembre: L’atterraggio a Narita, gli yakitori e il “salva-portafoglio” dei centri commerciali Atterriamo a Tokyo il 13 novembre. Per la prima parte del nostro soggiorno scegliamo come base il quartiere di Asakusa. Una volta ritirati i bagagli all’aeroporto di Narita, scopriamo che il modo più semplice e intelligente per raggiungerlo è il treno Keisei Skyliner: comodo, veloce e soprattutto senza l’incubo di dover fare cambi con le valigie appresso. Ad Asakusa alloggiamo all’ottimo Sakura-hostel: una struttura pulita, efficiente, super attrezzata e con un prezzo decisamente congruo per il nostro budget. Un mezzo miracolo, se teniamo a mente che ci troviamo in quella che all’epoca è considerata la città più cara del mondo!

Spendiamo il resto del pomeriggio per orientarci in questa fantastica, caotica ma iper-efficiente metropoli. Puntiamo dritti al Tempio Sensò-Jì, uno dei più importanti e antichi di Tokyo. Ci si accede attraversando la Nakamise-dòri, una lunghissima via commerciale interna stipata di tutto: dai souvenir tradizionali alle bancarelle di street food. L’odore del cibo è irresistibile e capitoliamo subito: scatta il primo test gastronomico con il tipico Yakitori (lo spiedino di pollo grigliato). Delizioso! Nella stessa area ammiriamo la maestosa pagoda a cinque piani Sensō-ji Five e il giardino Dembò-in, una delle oasi verdi più belle e rilassanti della città. In serata, con il cervello completamente frastornato dal fuso orario, adottiamo la nostra prima strategia di sopravvivenza finanziaria: andiamo a cenare nell’area ristorazione di un grande centro commerciale. È il modo più semplice per evitare che i ristoranti tradizionali prosciughino la nostra carta di credito. Capiremo molto in fretta che i pasti nei centri commerciali e nelle stazioni diventeranno il filo conduttore economico di tutto il viaggio!

14 Novembre: La domenica dei contrasti – Dai loto di Ueno alle follie di Shibuya e Takeshita-dòri

Iniziamo la nostra domenica giapponese con una passeggiata rilassante a Ueno koen, il primo parco pubblico della città. Il suo suggestivo lago è interamente ricoperto da fiori di loto, con enormi carpe che nuotano pacifiche nell’acqua. Subito dopo, cambiamo drasticamente atmosfera immergendoci nella chiassosa e vivace galleria commerciale di Ameyoko, un tempo sede del mercato nero nel dopoguerra. Attraversiamo la bellissima stazione di Ueno e con la metropolitana ci spostiamo in centro per visitare il Palazzo Imperiale, un tempo il più grande complesso reale del mondo.

La parte più esilarante e memorabile della giornata, però, la viviamo nel quartiere di Omotesandō. Qui le grandi firme della moda internazionale fanno a gara a chi ha l’edificio dall’architettura moderna più stravagante (imperdibili i palazzi di Prada, Cartier e Tod’s), in mezzo a una folla di donne intente a uno shopping sfrenato con look decisamente provocanti e curatissimi. A pochi passi veniamo letteralmente travolti dalla folla della leggendaria Takeshita-dòri: una via gremita di ragazzini vestiti come i personaggi dei manga e dei fumetti, con capelli ossigenati e trucchi impensabili per i canoni europei. Ci appostiamo in un angolo con le macchine fotografiche, divertendoci un mondo a immortalare i personaggi più buffi e stravaganti. Lì vicino, nel Parco Yoyogi, assistiamo a un tipico matrimonio scattando foto agli sposi e agli invitati, disposti in pose così rigide e millimetriche da sembrare statue di cera: la proverbiale precisione giapponese in ogni dettaglio!

Chiudiamo la giornata a Shibuya, davanti all’incrocio pedonale più famoso e trafficato del pianeta (Shibuya Crossing): un mare umano che si riversa sulle strisce pedonali a ogni scatto di verde, circondato da maxischermi e neon accecanti. Poco distante salutiamo la statua di Hachiko, l’Akita diventato simbolo mondiale di fedeltà per aver aspettato il padrone defunto fuori dalla stazione ogni giorno per nove anni. Prima di cena, facciamo una sosta nerd: fumetti a palate nel tempio dei manga Mandarake e un giro nel centro commerciale Shibuya 109 per osservare da vicino le ultime bizzarre tendenze della moda giovanile.

15 Novembre: L’alba a Tsukiji, il delirio di Shinjuku e il primo treno per Nikko

Sveglia praticamente all’alba del 15 novembre per andare al vecchio Tsukiji Fish Market. Veniamo travolti da un labirinto di bancarelle dove sfrecciano muletti a tutta velocità e dove si vende ogni genere di creatura marina: tonni mastodontici, granchi giganti, ostriche e polpi. Attorno a noi c’è chi fa colazione coraggiosamente con sushi e pesce crudo alle sei del mattino, ma noi, fedeli alle nostre abitudini, ripieghiamo felicemente su caffè e croissant in un chioschetto adiacente.

Usciti dal mercato, ci imbattiamo in una suggestiva funzione religiosa nel vicino tempio Tsukiji Hongwanji Temple, un’ottima scusa per sederci e riposare le gambe. Ci spostiamo poi verso il futuro: visitiamo il Sony Building per rifarci gli occhi con tecnologie non ancora uscite sul mercato e ammiriamo l’avveniristica struttura in vetro del Tokyo International Forum. Dopo il nostro classico e spartano pranzo a base di panino e biscotti, saltiamo sulla metropolitana diretti a Shinjuko. La sua stazione è un vero mostro ritmico in cui transitano più di 3 milioni di persone al giorno: lasciarsi trascinare passivamente da questo vortice umano è un’esperienza impressionante! Per riprenderci dal bagno di folla, saliamo sulle terrazze gemelle del Tokyo Metropolitan Government Offices, da cui ci godiamo un panorama mozzafiato e infinito sulla città. Ultima tappa pomeridiana a Roppongi Hills, un quartiere elegantissimo dominato da torri commerciali, da cui ammiriamo in lontananza la Tokyo Tower, la celebre copia arancione della Tour Eiffel. Ormai è sera: ci dirigiamo in stazione perché alle 20:10 precise spaccheremo il minuto a bordo del nostro primo treno. Destinazione: l’antica e spirituale Nikko!

Itinerario

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