Hiroshima

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30 Novembre 2010: Hiroshima, la lezione della storia – Il peso della memoria e il volo delle mille gru di carta

La base perfetta e l’impatto con la storia

A Hiroshima facciamo base per due notti all’Hiroshima Hana Hostel. Vi diamo subito la nostra opinione spassionata: questa struttura è una vera perla per i viaggiatori fai-da-te. È comodissimo perché si trova a pochi passi dalla stazione, è super pulito, ha una cucina comune perfettamente attrezzata e il personale parla un inglese impeccabile ed è incredibilmente prodigo di consigli utili.

La mattina del 30 novembre ci incamminiamo verso il centro. Tutti sappiamo cosa accadde qui: alle 8:15 della calda mattina del 6 agosto 1945, Hiroshima divenne l’obiettivo della prima bomba atomica della storia. La città fu rasa al suolo quasi interamente e innumerevoli innocenti persero la vita in un istante. Chi sopravvisse dovette farsi carico di ferite fisiche e mentali devastanti, e ancora oggi molte persone continuano a soffrire per le conseguenze delle radiazioni. Guardandola oggi, Hiroshima è una città bellissima, moderna, efficiente e ricca di vita, ma è quando varchiamo la soglia del Hiroshima Peace Memorial Museum che veniamo investiti dalla cruda realtà della storia. Ci rendiamo conto in un attimo che tutto quello che avevamo studiato sui libri di scuola non era che una minima, sbiadita parte di ciò che realmente stiamo comprendendo trovandoci qui.

I testimoni di pietra: il Museo e la Fiamma della Pace Il museo è un pugno nello stomaco necessario. Oltre a raccogliere ed esporre suppellettili personali delle vittime, vestiti laceri, fotografie e materiali che testimoniano l’orrore indescrivibile del bombardamento, mostra chiaramente le vicissitudini della città prima e dopo il disastro, offrendo anche un quadro lucido e inquietante sullo stato attuale dell’era nucleare nel mondo. Ogni singolo oggetto esposto rappresenta il dolore, ma anche la dignità e la rabbia di un popolo che ha vissuto l’impossibile.

Usciti dal museo, camminiamo in silenzio nel Peace Memorial Park fino al Cenotafio che custodisce tutti i nomi delle vittime accertate. Poco distante brucia la Fiamma della Pace: ci spiegano che arderà senza sosta fino al giorno in cui non sarà distrutta l’ultima arma nucleare sul pianeta. Un concetto che ci fa riflettere profondamente.

La leggenda di Sadako e il monito dell’A-Bomb Dome

Proseguendo lungo il parco, incontriamo sulla sinistra il Children’s Peace Monument, forse il punto più commovente di tutto il complesso. È dedicato a Sadako Sasaki, una bambina sopravvissuta allo scoppio ma colpita da leucemia anni dopo. Quando scoprì la malattia, Sadako decise di piegare 1.000 gru di carta: per i giapponesi la gru è simbolo di longevità e felicità, e la leggenda dice che chiunque riesca a piegarne mille vedrà i propri desideri realizzati. La piccola era convinta che così facendo sarebbe guarita, ma purtroppo la morte la colse prima di finire. Il suo obiettivo fu però portato a termine dai suoi compagni di classe. Ancora oggi, la storia di Sadako suscita una commozione tale che scolaresche e persone da tutto il mondo continuano a inviare ed esporre intorno al monumento milioni di coloratissime gru di carta.

Chiudiamo questo intenso percorso davanti al simbolo eterno della tragedia: l’A-Bomb Dome (la Cupola della bomba atomica), dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Prima dell’esplosione, questo edificio ospitava la Industrial Promotion Hall. La bomba esplose quasi esattamente sopra la sua verticale e la struttura, pur venendo sventrata, riuscì miracolosamente a rimanere parzialmente in piedi. I suoi resti di cemento e ferro sono stati conservati intatti, esattamente come si presentavano quel giorno, a ricordo perenne di una tragedia che l’umanità non dovrà mai più ripetere. Torniamo in ostello in silenzio, con il cuore pesante ma infinitamente grati per aver vissuto questa giornata.

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