29 Novembre 2010: La grande maratona dei binari – 4 città in un giorno, dall’Airone Bianco al Corvo Nero
La sveglia a Kobe e il volo verso Himeji
Dopo aver smaltito i postumi dell’Irish Coffee di Kanazawa tra le mura del comodo, essenziale e super pratico Hotel Kobe Shisyuen, ci svegliamo il 29 novembre pronti per quella che si rivelerà una delle giornate più intense, folli e spettacolari di tutto il viaggio. Il piano è ambizioso a livelli accademici: sfruttare i treni proiettile per toccare ben quattro città diverse in meno di dodici ore.
Salutiamo Kobe (la città numero uno della giornata) e saliamo sul primo Shinkansen della mattina pronti a sbarcare a Himeji (città numero due). Qui puntiamo dritti verso la star locale: il monumentale castello di Himeji, Patrimonio dell’Unesco e soprannominato l'”Airone Bianco” per via del candore accecante delle sue mura. La struttura è meravigliosa, maestosa ed elegante, anche se purtroppo la troviamo parzialmente ricoperta dalle impalcature necessarie per un imponente restauro conservativo. Vi diamo la nostra opinione spassionata senza filtri: questo castello è un capolavoro architettonico senza tempo, ma è infinitamente più bello ed emozionante da ammirare da fuori, nella sua linea esterna, piuttosto che da dentro, dove le stanze in legno risultano spoglie e un po’ ripetitive.
Okayama: Il giardino perfetto e il castello nero
Recuperiamo i bagagli dai fidi armadietti della stazione, saltiamo nuovamente a bordo dello Shinkansen e in pochi minuti sfrecciamo fino a Okayama (la terza tappa del giorno). Questa città custodisce un altro pezzo da novanta della cultura nipponica: il maestoso Koraku-en. Dopo il diluvio che ci ha sabotato a Kanazawa, finalmente qui riusciamo a goderci come si deve uno dei tre giardini tradizionali più belli e importanti di tutto il Giappone. Camminare tra i suoi laghetti specchiati, i ponticelli di legno, i prati curati al millimetro e le piantagioni di tè è una vera goduria per gli occhi. Proprio accanto al giardino si staglia l’Okayama-jō, il celebre castello della città; la sua particolarità è il colore nero come la pece delle mura esterne, che gli è valso il soprannome di “Castello del Corvo“. Il contrasto cromatico con il candore visto in mattinata a Himeji è pazzesco!
Con gli occhi pieni di storia, architettura e binari, risaliamo per l’ultima volta sul treno ad alta velocità e in tarda serata arriviamo finalmente a Hiroshima, la nostra quarta e definitiva destinazione. Siamo stanchi morti ma felici come bambini: abbiamo macinato chilometri e bellezza a ritmi industriali. Domani ci aspetta una delle tappe più toccanti e significative di tutta l’avventura nel Sol Levante.






























































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