Kanazawa

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28 Novembre 2010: Il diluvio di Kanazawa e l’imboscata dell’Irish Coffee – Quando l’alcol batte i Samurai

Il risveglio nel Ryokan e il bus salvavita

A Kanazawa proviamo l’ebbrezza di pernottare presso la Ryokan Shibaya, una tipica locanda in perfetto stile giapponese, pulitissima e a soli cinque minuti a piedi dalla stazione. Al nostro risveglio il 28 novembre, però, ci aspetta un autentico muro d’acqua: fuori c’è un diluvio universale. Non ci scoraggiamo e adottiamo subito la tattica migliore per girare la città sotto l’acqua: andiamo in stazione e compriamo il biglietto per il piccolo bus turistico circolare (il Kanazawa Loop Bus). Per soli 500 Yen, questo mezzo segue un percorso perfetto con fermate strategiche davanti ai punti più importanti della città.

Scendiamo alla prima tappa ed esploriamo il suggestivo quartiere delle geishe di Higashi Chaya. Nato in epoca feudale come luogo di intrattenimento per i mercanti ricchi, è un labirinto affascinante di vicoli costeggiati da case di legno scuro con le tipiche grate alle finestre. Qui entriamo a visitare la Casa Shima, una splendida e raffinata residenza storica di una geisha, oggi trasformata in museo. Risaliamo sul bus e ci fermiamo al Kanazawa Castle Park per ammirare dall’esterno il maestoso castello Kanazawa-jò.

L’illusione del giardino perfetto e il “naufragio” da The Cottage

Proprio di fronte al castello si sviluppa il vero fiore all’occhiello di Kanazawa: il Kenroku-en, considerato a pieno titolo uno dei tre giardini tradizionali più belli e importanti di tutto il Giappone. Purtroppo la pioggia è talmente violenta e incessante che ci impedisce di godercelo come meriterebbe. Fradici e infreddoliti, decidiamo che è giunto il momento di mettere in atto la nostra classica ritirata strategica per riposare le gambe e riempire lo stomaco.

La scelta ricade su un localino chiamato “The cottage”… e qui la giornata prende una piega decisamente inaspettata! Il posto è gestito da una coppia fantastica: lui irlandese e lei giapponese. Ci accolgono con una simpatia travolgente e, vedendoci bagnati come pulcini, iniziano a servirci un delizioso e fumante stufato di carne, accompagnato da pane caldo e fiumi di birra. L’atmosfera è bellissima, passiamo due ore spaziali a ridere e scherzare con i proprietari, e per chiudere in bellezza ci facciamo servire un giro di spettacolari (e carichissimi) Irish Coffee, ovviamente arriva un conto salatissimo. Vi diamo la nostra onestissima opinione spassionata: l’accoppiata birra-stufato-Irish Coffee, combinata con il riscaldamento del pub, ci tira una mazzata micidiale. Siamo talmente “allegri” e cotti dall’alcol che l’antico e storico quartiere dei samurai di Nagamachi sfuma completamente nei nostri piani! Incapaci di deambulare tra i monumenti, decidiamo di rimetterci in branda verso la stazione. Saltiamo sul treno diretti a Kobe, che useremo come tappa intermedia per spezzare il lungo viaggio verso la nostra destinazione finale: Hiroshima. I samurai possono aspettare, l’Irish Coffee no!

Itinerario

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