19 Novembre 2010: Shinkansen perduto, pizza in stazione e l’incanto antico di Tsumago
L’imprevisto della sveglia e il miracolo dei treni giapponesi
Il piano per il 19 novembre era perfetto: sveglia alle 5:00 in punto per salire sul primo treno ad alta velocità della nostra vita. Ma come nella migliore tradizione dei film comici, qualcosa va storto, la sveglia non suona e apriamo gli occhi in ritardo drammatico. Risultato? Lo Shinkansen che avevamo prenotato la sera prima parte puntuale come un orologio svizzero, ma senza di noi a bordo. Panico? Nemmeno per sogno. Vi diamo subito una fantastica opinione spassionata: se perdete un treno in Giappone, non disperatevi! La rete ferroviaria è così mostruosamente efficiente che pochi minuti dopo ne passerà un altro per la stessa identica destinazione, spaccando il secondo in puntualità. Saliamo sul convoglio successivo e attiviamo ufficialmente il nostro Japan Rail Pass, lasciando Tokyo alle nostre spalle.
Pranzo in banchina: Eki-ben vs Pizza italiana
La nostra rotta prevede di raggiungere Takayama, facendo scalo a Nagoya per poi prendere la linea Chūō-Line verso Nagatsugawa. Durante l’attesa del treno locale, i morsi della fame si fanno sentire e la banchina della stazione si trasforma nel nostro ristorante. Qui si consuma la prima grande spaccatura culinaria del gruppo: Paolo decide di fare il giapponese vero e compra il tradizionale Eki-ben (il tipico ed elegantissimo cestino da pranzo venduto in tutte le stazioni nipponiche), mentre Davide e Fabio compiono un’autentica impresa geopolitica, riuscendo a scovare in questo sperduto angolo di mondo una pizzeria che sforna una pizza incredibilmente buona. Ognuno ha la sua personalissima idea di comfort food!
Tsumago: un salto indietro nel tempo dei Samurai
Arriviamo a destinazione. Lo snodo di Nagatsugawa è fondamentale per chi, come noi, vuole visitare Tsumago, una delle antiche città-tappa lungo la via Nakasendō, l’arteria che in epoca feudale collegava Tokyo a Kyoto. Scesi dal treno, applichiamo una tattica logistica perfetta: lasciamo i nostri pesanti bagagli in un piccolo deposito di fronte all’uscita della stazione per soli 300 Yen e, subito a sinistra, saltiamo sull’autobus che (con altri 300 Yen) ci scodella direttamente a Tsumago.
Questa cittadina è un vero e proprio gioiello: è stata dichiarata zona protetta per tutelare le sue spettacolari strutture tradizionali in legno. Camminare tra le sue vie storiche in totale tranquillità è un’esperienza piacevolissima, sembra di essere sul set di un film di samurai. Il paese è minuscolo, si gira tutto in appena 15 minuti. Originariamente volevamo percorrere a piedi il famoso sentiero nei boschi che unisce Tsumago a Magome, ma la mancanza di tempo causata dal “disastro sveglia” di stamattina purtroppo ce lo impedisce. Senza rimpianti, ci godiamo l’atmosfera d’altri tempi e poi riprendiamo il treno per tornare a Nagoya, dove alle 19:40 precise ci attende la coincidenza per Takayama.
Arrivo a Takayama: un ostello da manuale
Arriviamo a Takayama in tarda serata. Avendo previsto l’orario notturno, avevamo prenotato un ostello a due passi dai binari: il J-Hoppers Hida Takayama. La scelta si rivela ottima: la struttura è super efficiente, pulita e organizzata, con un costo contenuto (circa 9.000 Yen per una stanza privata con bagno in comune). Sistemiamo i sacchi-lenzuolo e andiamo a dormire. Domani si esplorano le Alpi Giapponesi!

































































































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