Bali

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22-23 Settembre: Fuga a Gili Air – Tra caprette, bungalow open-air e lo StarTAC al cielo

22 Settembre: La comitiva si divide: rotta su Lombok!

Oggi il gruppo si spacca: Alfredo e Marco preferiscono godersi la comodità e il relax di Sanur, mentre io (Davide), Paolo e Monica decidiamo di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e partire per un’avventura di due giorni direzione Gili Air – Lombok.

Raggiungiamo il Porto di Benoa e ci imbarchiamo sul Mabua Express; dopo circa due ore e mezza di navigazione attracchiamo al porto di Senggigi, a Lombok. Da qui, la vera avventura fai-da-te ha inizio: ci dirigiamo sulla spiaggia e, dentro una minuscola baracca di legno, compriamo per pochissime rupie i biglietti per la public boat diretta a Gili Air. Queste piccole imbarcazioni locali in legno non hanno orari: partono solo quando si raggiunge il numero minimo di 5 o 6 passeggeri. Ci mettiamo così seduti sulla sabbia ad aspettare, fino a quando non si presenta una signora del posto accompagnata da… una capretta! È il segnale: il numero legale è raggiunto, saliamo a bordo con l’insolita compagna di viaggio e in circa 20 minuti di traversata sbarchiamo in paradiso.

Un paradiso senza motori e la magia dei Sasak Bungalows

Appena messi i piedi a terra capiamo che Gili Air è un mondo a parte: qui i veicoli a motore sono rigorosamente vietati. Ci si sposta solo a piedi, in bicicletta o sui Cidomo, i tipici e pittoreschi carretti trainati da cavalli. Saliamo su uno di questi e raggiungiamo il mitico Gili Air Hotel, posizionato direttamente su una spiaggia da sogno. L’hotel è spettacolare nella sua semplicità: ha una sala circolare all’aperto per i pasti e i classici “Sasak Bungalows“. La chicca assoluta è il bagno Open Air sul retro: parzialmente all’aperto, senza soffitto, circondato da mura di bambù e con una doccia completamente immersa nella natura.

23 Settembre: Alla ricerca del segnale per la partita

Passiamo le giornate a goderci la bellezza incontaminata dell’isola, ma la sera scatta la missione segreta. In Italia c’è la giornata di campionato e il nostro amico Giò ha il compito fondamentale di aggiornarci sui risultati via SMS. Peccato che nel 1997, a Gili Air, la tecnologia sia un miraggio. Io e Paolo passiamo la serata a girare a piedi l’intera isola, con una birra ghiacciata in mano e gli occhi incollati allo schermo del nostro mitico Motorola StarTAC, alzando l’antenna verso le stelle alla disperata ricerca di una tacca di segnale!

Questa escursione, selvaggia e autentica, a nostro parere merita assolutamente di essere fatta. Ti rimette in pace con il mondo (e alla fine, tra una birra e l’altra, il segnale è arrivato!).

Itinerario

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