Ranakpur – Udaipur

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21-22 Novembre 2008: Il pizzo di marmo di Ranakpur, l’incanto di Udaipur e la doppietta di matrimoni a scrocco!

21 Novembre: Le colonne infinite di Ranakpur e l’atterraggio a “Venezia”

La mattina del 21 novembre salutiamo la Città Blu e ci mettiamo in viaggio con la Toyota di “Faccia da Culo” in direzione Udaipur. Lungo la strada, incastonato tra le boscose colline dei monti Aravalli, facciamo una sosta sacrosanta per visitare il Tempio di Ranakpur (il Chaturmukha Jain Temple). Vi diamo la nostra opinione spassionata: questo tempio giainista è qualcosa di inconcepibile. È una foresta di marmo bianco composta da ben 1444 colonne, tutte finemente intagliate con motivi unici: la leggenda dice che sia impossibile trovarne due uguali! Restiamo a bocca aperta davanti a questo ricamo di pietra prima di risalire in auto e puntare dritti verso Udaipur.

Non appena entriamo in città, capiamo al volo perché sia definita la Città dei Laghi o la Venezia d’Oriente. È, senza mezzi termini, la città più romantica e scenografica dell’India: le acque placide del lago Pichola riflettono le facciate color avorio dei palazzi reali, creando un panorama da cartolina che toglie il fiato. Ma il vero capolavoro della giornata si consuma in serata. Usciamo dall’hotel per cercare un ristorante e ci imbattiamo nelle celebrazioni di un fastoso matrimonio indiano. Con la classica e inconfondibile faccia tosta romagnola, decidiamo di “auto-invitarci” (sì, ci siamo imbucati alla grande!). Risultato? Veniamo accolti a braccia aperte e passiamo la serata a mangiare e bere come se non ci fosse un domani in mezzo a balli scatenati e lusso sfrenato. Un’esperienza spettacolare e surreale!

22 Novembre: Elefanti di pietra, regge infinite e… il bis del matrimonio!

Il giorno successivo, dopo un’ottima colazione, iniziamo l’esplorazione culturale della città partendo dal Tempio Jagdish, una meraviglia in stile indo-ariano situata nel cuore pulsante della città vecchia. Saliamo la grande scalinata sorvegliata da due imponenti elefanti di pietra e ci troviamo di fronte a una struttura a tre piani con guglie altissime e facciate intagliate da maestri scalpellini. Al centro del santuario principale domina una suggestiva statua in pietra nera del dio Vishnu, raffigurato come Jagannath, il Signore dell’Universo, circondato da cappelle minori dedicate a Ganesha, Shiva e alla Dea Shakti. Un luogo carico di devozione e fascino antico.

Ci spostiamo poi lungo le sponde del lago per visitare il monumentale City Palace, il simbolo per eccellenza dello sfarzo del Rajasthan. Ciò che lascia letteralmente storditi sono le dimensioni: si estende su un’area colossale di 4 acri, una vera e propria città nella città. Ci perdiamo tra cortili interni, labirinti di specchi, cupole maestose, balconi decorati e padiglioni che offrono viste mozzafiato sul celebre Lake Palace, l’hotel galleggiante in mezzo al lago.

Chiudiamo il tour nei bellissimi giardini del Saheliyon Ki Bari (il Giardino delle Fanciulle), un’oasi regale ricca di fontane, chioschi di marmo e giochi d’acqua progettata un tempo per lo svago delle donne di corte. Ormai, però, ci abbiamo preso gusto. Forti del successo della sera precedente e diventati ormai “esperti accreditati” di cerimonie locali, anche stasera individuiamo una festa e ci auto-invitiamo a un secondo matrimonio! Altro giro, altro cibo, altre risate e altro scrocco epico. Udaipur per noi rimarrà per sempre la città dell’amore… e dei banchetti gratis! Domani si riparte, ma chi ci ammazza a noi?!

Itinerario

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